Cassandra

coverBuona sera a tutti gli amici del gruppo di lettura!

Lo scorso giovedì sera ci siamo immersi nell’era mitologica di Cassandra, la veggente di Troia che dà il nome al romanzo di Christa Wolf.

La guerra di Troia è finita e, dopo 10 lunghi anni di conflitto, i greci tornano vittoriosi in patria. Agamennone rende schiava Cassandra, figlia di re Priamo e Sacerdotessa di Apollo, con l‘intenzione di consegnarla a sua moglie, nonché regina di Micene, Clitennestra.

La tragicità della guerra, e dei suoi preludi, viene rievocata dalla memoria della principessa troiana e narrata attraverso il flusso tormentato dei suoi pensieri:
«Perché volli a tutti i costi il dono della veggenza?»

Cassandra sa che il potere consegnatole da Apollo non è un dono, quanto piuttosto una condanna che la porta a spezzare quel “velo di maya” che da bambina le ha permesso di convivere con i vizi, le ingiustizie e gli inganni di palazzo.
Invero, essa non acquisisce alcuna capacità soprannaturale, ma sviluppa una coscienza squisitamente umana: la capacità di vedere la realtà per quella che è.
Predice anzitempo la disfatta di Troia perchè conosce la natura umana e ne anticipa le reazioni, legge negli animi di coloro che parlamentano nel Consiglio di Palazzo e ne disprezza la viltà, guarda oltre la finta maestosità degli Eroi e riconosce in loro la decadenza morale di Troia.
Le “predizioni” della sacerdotessa di Apollo rimangono sistematicamente inascoltate dal sistema di potere maschile che amministra la città e viene emarginata da suo padre in quanto “pazza” e traditrice. La solitudine di Cassandra trova un po’ di conforto nella comunità dello Scamandro, un gruppo di donne che volontariamente vive ai confini della città nel tentativo di preservare i valori anticamente radicati nel popolo troiano. “Tra uccidere o morire” hanno scelto la terza via: vivere.

Due sistemi di potere diametralmente opposti fra loro, dunque: da un lato il regime gerarchico e fortemente militarizzato imposto dagli uomini, mentre dall’altro una comunità di donne che fanno della pace e della cooperazione il proprio modo di vivere. Agli estremi di questi due universi vi sono Achille “la bestia” e le Amazzoni, uomini e donne che condividono lo stesso linguaggio distruttivo della violenza.

Le tematiche in “Cassandra” sono numerose e complesse. Lo stesso romanzo richiede un esercizio di lettura che alcuni di noi hanno trovato più impegnativo del solito, ma l’opinione unanime è che il romanzo della Wolf sia di assoluto valore.

Passando alla nostra prossima lettura, vi informo che giovedì 28 aprile – sempre alle 20.30 presso la sala consiliare di Castelletto Ticino – ci troveremo per parlare di “Anna”, l’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti.

Cari saluti a tutti,

Eleonora Casaluci

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