Pinocchio

massimiliano-frezzato-pinocchioPuò aver senso leggere le avventure di Pinocchio dopo l’infanzia? Un’altra domanda lecita da porsi è anche se in un’epoca di forte crisi di valori sia una scelta adeguata per riscoprire norme di vita e rettitudine rigide e forse un po’ antiquate come quelle proposte nell’opera di Collodi.

Lo stile dell’opera risente dell’età, ovviamente, e si percepisce che dopo l’uccisione di Pinocchio qualcosa cambi nel narratore e nel ritmo della sua scrittura. Ovviamente si sente l’obbligo imposto dai lettori di continuare a raccontare una storia che per lo scrittore era già completata.

Un aspetto interessante dell’opera è quello legato al ricordo che lascia nella mente del lettore. Spesso ci si rende conto di avere una memoria della storia anche non avendone mai letto il libro. Altre volte, invece, nonostante numerose letture (anche in tempi non troppo remoti) portano ad un ricordo della storia un po’ imperfetto perché filtrato dalla potenza visiva imposta dal cartone animato di Walt Disney; una delle scuse per la rilettura è proprio quella di poter rivivere una storia che oggi si ricorda in modo diverso.

La rilettura può portare al piacere della riscoperta e del ricordo. Aspetto, se vogliamo, normale e allo stesso tempo affascinante della lettura.

Il libro di Collodi ha una valenza estremamente didattica che viene superata in modo unico dalla magistrale re-interpretazione di Carmelo Bene, che mette in mostra tutto il Surrealismo proprio dell’opera a volte offuscato dallo stile della narrazione. La ripetizione è una costante dello stile adottato da Collodi nella narrazione; forse anche per  voler ricordare lo stile pedagogico in cui la ripetizione ha una sua grande valenza per fissare i concetti da insegnare.

Interessante è confrontare l’originale con il Pinocchio di Rodari (quasi una parodia), con la lettura teatrale di Carmelo Bene e l’adattamento teatrale di Latella. Se ci si chiede ancora se sia possibile attualizzare un classico di questo spessore, basta recarsi a teatro e lasciarsi guidare da quest’ultimo nel suo ultimo capolavoro teatrale.

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