Commento de “Il Deserto dei Tartari”

Image result for il deserto dei tartariBuonasera a tutti i lettori del gruppo!

Martedì scorso ci siamo riuniti per parlare del romanzo di Dino Buzzati Il deserto dei Tartari, pubblicato per la prima volta nel 1940. Ispirato all’autore dalle lunghe  e monotone nottate trascorse in redazione ad attendere notizie, il libro racconta la storia del tenente Giovanni Drogo, assegnato alla sperduta Fortezza Bastiani, un luogo quasi fuor dal tempo e dallo spazio. Qui i militari trascorrono una routine ripetitiva, sempre intenti a scrutare il deserto circostante, in attesa dei famosi Tartari che paiono non arrivare mai.

Raffaella, che ha gentilmente accettato di “adottare” il romanzo, ci ha regalato un’analisi attenta e molto interessante, in cui ha sottolineato alcuni temi cardine dell’opera: il tempo, la solitudine e la morte. Alla Fortezza Bastiani, infatti, domina il tempo della ripetizione e dell’attesa infinita. Un tempo che per le giovani reclute sembra non passare mai, ma che fa ancora presagire qualche speranza, mentre per i veterani sembra ridursi ad un lento avvicinarsi alla vecchiaia e alla morte. Tutti i militari del romanzo si trovano inoltre a vivere una condizione di solitudine perenne e totale, che ne riduce la coscienza e li porta a vivere in maniera meccanica, quasi da automi. Solo nel momento della morte ad alcuni di essi compare sul viso un sorriso, forse segno di una riappacificazione finale con se stessi e con la misera vita vissuta. Altri elementi caratteristici del romanzo sono emersi essere quelli della costante vita militare strenuamente condotta dai soldati e della fascinazione/inquietudine ispirata dalla descrizione della Fortezza Bastiani, quasi un personaggio essa stessa e forse ancor più viva, malgrado le apparenze, di tutti i suoi abitatori.

Il libro ha diviso i giudizi di noi lettori del gruppo. Alcuni lo hanno apprezzato in virtù delle riflessioni in grado di ispirare e del fatto che in parte  può ricondursi a qualche momento o fase della vita di tutti noi, altri lo hanno trovato piuttosto ostico a livello di scrittura e poco stimolante per via della mancanza di vitalità dei personaggi descritti. Senz’altro l’opera ha meritato la stima ottenuta nel corso del tempo e si è qualificata come una delle storie più interessanti e significative del nostro Novecento.

Chiara Bertolotti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...